Ciao papà

Ore 1.20 del 20 aprile 2019, sabato Santo, hai deciso di lasciarci, lo hai fatto con la tua semplicità, in punta dei piedi. Ti pensavamo immortale; non lo eri! Avevi già pensato a tutto, al necrologio che ti sei scritto da solo, al pigiama da indossare nella bara, al canto Gospel che ti avrebbe accompagnato all’uscita della chiesa:

When the Saint

Quando i santi arrivano marciando:/ oh, Signore,voglio essere con loro,/ quando i santi arrivano marciando.// Quando il sole comincia a scintillare:/ oh, Signore, voglio essere con loro,/ quando il sole comincia a scintillare.// Quando la luna comuncia a splendere:/ oh, Signore, voglio essere con loro,/ quando la luna comicia a splendere.// Quando le trombe cominciano a suonare:/ oh, Signore, voglio essere con loro,/ quando le trombe cominciano a suonare.// Quando le arpe cominciano a suonare:/ oh, Signore, voglio essere con loro,/ quando le arpe cominciano a suonare.// Quando sarà incoronato il Re dei re:/ oh, Signore, voglio essere con loro,/ quando sarà incoronato il Re dei re.// Quando i santi arrivano marciando:/ oh, Signore,voglio essere con loro,/ quando i santi arrivano marciando.

Un funerale allegro il tuo, come lo avevi desiderato, semplicemente e, con la bara a terra come si addice ai “Cavalieri dell’ordine di Malta”.

Dio quanto mi manchi, quanto mi mancano le nostre telefonate mattutine dove ridevamo e scherzavamo. Avevi 97 anni compiuti il 5 aprile, quindi i giorni prima della tua morte. Sei stato un padre meraviglioso, umile, religioso e generosissimo. Lo dimostrano alcune righe del tuo testamento nel quale ci scrivi:

papà testamento.png

(E se non sarete d’accordo su di un bene, su di un valore, ebbene, datelo ai poveri e avrete adempiuto alla giustizia di Dio, che non sbaglia!)

Questo eri tu papà, un uomo meraviglioso che amava il prossimo, generoso e sempre presente; un padre che amava i propri figli, sempre pronto ad aiutarli a dar loro l’affetto ed i consigli di cui avevano bisogno.

Mi dicevi sempre: “Stellina, hai bisogno di qualcosa? Quando sei triste fatti un regalo anzi, fallo ad una persona che ha più bisogno di te, vedrai come starai meglio”.

Ricordo una volta, in una delle nostre telefonate che ti dissi: “papà oggi sono molto triste” e tu, con la voce sorridente: “beato te, pensa a me che sono sempre felice che posso solo peggiorare, tu almeno puoi diventare felice…” Eri una persona straordinaria che sapeva renderci felici con poco, avevi sempre una soluzione per i nostri problemi.

Ho passato 63 anni con te parlando di tutto e volendoti bene.

Papà mi manchi; non si è mai pronti alla morte di un genitore; non si è mai pronti alla morte di un genitore straordinario.

Ciao Papà, ti voglio bene.

L.

Non saprei

…tutto si srotola in una vita fatta di persone che vorrebbero far fare agli altri quello che secondo loro è giusto. Il rispetto, parola semplice che si porta dietro tanta libertà.

Noi siamo convinti che le cose sono come le vediamo, le immaginiamo, le facciamo nostre. Ecco perchè le persone non sono felici; troppo intense nel cercare di capire cosa è giusto per loro.

Rispetto: “la considerazione speciale che si dà a qualcuno o a qualcosa, si riconosce come valore sociale e speciale. Molte forme di rispetto si basano nella relazione di reciprocità (rispetto mutuo, visita mutua, etc.), ciò nonostante, quando ci riferiamo al rispetto delle persone per oggetti, abitudini e istituti sociali, si basa su altri concetti differenti dalla reciprocità (che viene usata solamente quando si parla di rispetto tra esseri umani).

Io sono vivo, sono padrone del mio essere così maledettamente arrogante, attento solo a perseguire il mio obiettivo primario:

Vivere!

Quante sensazioni giocano nel mio essere così concentrato sul mio equilibrio. Si sono egocentrico, forse egosista. Sono un essere umano e come tale non perfetto e perfettibile, ma mi piaccio così come sono. la mattina mi sveglio felice di quello che ho avuto e contento di potermi ancora una volta cimentare nella vita.

Tutti ti giudicano…non fare questo, perchè fai quello, come mai non sei così. Sapete cosa vuol dire essere veramente felici? Ve lo siete mai chiesti?

Provate ad essere semplicemente “vivi“!

Io ci provo in ogni istante della mia vita. Una mia amica ha detto che sono “innamorato dell’amore”, quella mia amica si sbagliava, io sono innamorato della vita di questo dono incredibile che molti sprecano nel cercare di cambiare gli altri!

8 marzo 2019…ricordi che emozionano

Oggi, Virginia Marasco, la vedova di Riccardo Marasco (*) ha postato sul suo profilo una canzone scritta circa 50 anni fa da mio padre Francesco Nicolò Alberti e dedicata a mia mamma, musicata e cantata per lei dall’amico di sempre: Riccardo Marasco.

Un gesto pieno di valore e di emozioni per le nostre due famiglie che attraverso papà e Riccardo hanno un legame indissolubile che dura da oltre 50 anni. Ho provato una emozione incredibile nel risentire questa canzone, inedita che ha viaggiato per l’ Italia intera solo ed esclusivamente alla radio e negli spettacoli di Riccardo.

La voglio dedicare anche io alle donne a cui voglio bene che hanno fatto parte e fanno parte della mia vita e a cui sono legato da profonda amicizia. La voglio dedicare a mia mamma da parte di mio padre e a Virginia in ricordo di quell’uomo straordinariamente confusionario, di grande talento che era Riccardo.

 

© questo brano è coperto da diritti di autore e quindi non è pubblicabile da terzi in nessuna forma. È consentita solo la diffusione di questo mio post.

(*) Chi era Riccardo Marasco

 

Non temere di essere felice

Seduta e pensierosa ti lasci avvolgere dal ricordo delle tue sofferenze. Si sono impossessate del tuo cuore e non permettono a nessuno di sedersi vicino a te. Vivi! Hai un bisogno intenso di vita; non di una vita fatta di attese, di una vita agita. La felicità, la tua felicità la devi ricercare nel tuo essere così intensamente attenta a donare il tuo desiderio di amore.

Lascia che chi sta intorno a te spicchi il volo e costruisci il tuo spazio esclusivo. Cerca di respirare i tuoi momenti esclusivi; fatti acarezzare da un desiderio intenso di trasgressione impulsiva.

Felicità! Otto lettere che si appoggiano all’ultima, piene di insidie, ma che insieme compongono il segreto di una vita densa di allegre soddisfazioni.

Te lo meriti e lo sai. Sai bene che il tuo passato è andato e che oggi per riempire la solitudine devi camminare su di un filo dorato. Alza il tuo pensiero al cielo e lascialo volare verso il desiderio di un piacere intenso.

Noi siamo felici solo se volgiamo esserlo; non esistono alibi, non esistono impedimenti. Ridi e sorridi e tutto si trasformerà in un lento ma intenso respiro di gioie colorate.

Non temere di essere felice perchè questo è il tempo del tuo cammino verso l’amore.

Hai ricevuto un dono, stringilo forte al tuo seno e siediti a guardare il cielo di questa sera dove tutto è semplicemente magico.

Per me FaceBook

Ho sempre utilizzato facebook come un social e l’ho fatto con ironia e divertimento. Poi, come spesso accade nella vità c’è qualche “buontempone” che vuole fare il “Don Chisciotte della Mancia” (il difensore dei buoni e dei torti subiti) girando i miei post, per altro condivisi con ironia, sottolineandone i contenuti e sopratutto facendosi “i cazzi miei”.

Questo mi ha obbligato a sospendere il mio account privandomi della gioia e del divertimento. Una violenza inaudita della mia privacy ai danni anche degli equilibri che mi circondano.

Non ho voglia di indagare chi sia e francamente non mi interessa; costui di basso spessore è alla ricerca di condivisione nei confronti di persone a me vicine con obiettivi a ma ignoti, ma immaginabili.

Nella vita ci sono cose più importanti; rispetto degli altri è un elemento fondamentale e quindi cari amci, per un po’ non sarò più su FaceBook.

sapori e colori

Stasera sono uscito a cena da solo, lo desideravo perché volevo dedicare un paio di ore alla mia persona. Ho riflettuto molto; tutto assumeva una colorazione differente, colori tiepidi, desideri leggeri.

Tornato a casa ho preso un foglio di carta da acquarello ed ho dipinto:

campagna

Quello che ho dipinto rappresenta lo stato d’animo…giallo e marrone dominano su un verde impastato di tonalità. Il mio piccolo quadro rispecchia quello che provavo nel mangiare cibo orientale. La campagna, il ricordo di una gioventù felice circondato dalla campagna toscana.

Soffiano, Firenze più sotto, separata da campi colorati di una fredda rugiada. È mattina presto, la luce si è appena conquistata uno spazio nel buio della notte. Albeggia, tutti in casa dormono ancora. Apro la finestra, fa freddo. Amo questo posto. Chissà se la famiglia Pignone è già sveglia.

Torno a dormire, ancora c’è tempo per alzarsi. Amo Firenze.

1963

Sono fortunato, io godo della bellezza della natura, della felicità di far parte di una famiglia straordinaria.

Sono al GONG, le 19.30, un’ora strana per mangiare, ma a Milano si può. Pensieri disordinati che si rincorrono facendo rumore…Grazie